Residenza tramite l’Accordo Mercosur: come funziona in Brasile

Aggiornato a ottobre 2026 · Revisione legale: Isadora Rizzi, avvocata (OAB/PR 75.878)

L’Accordo sulla Residenza per i Cittadini degli Stati Parte del Mercosur, Bolivia e Cile (promulgato in Brasile dal Decreto n. 6.975/2009) consente ai cittadini di questi Paesi di vivere e lavorare in Brasile con una procedura semplificata. Si applica anche ad altri Paesi associati che vi hanno aderito.

Chi può fare domanda?

I cittadini di Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Cile e degli altri Paesi che hanno aderito all’accordo, come Colombia, Ecuador e Perù.

Quali documenti servono?

  • Passaporto valido, documento d’identità o certificato di nazionalità.
  • Atto di nascita o di matrimonio, se richiesto.
  • Certificato penale del Paese di origine e dichiarazione di assenza di precedenti.
  • Ricevuta del pagamento delle tasse.

Quanto dura?

Il primo permesso è temporaneo, di 2 anni. Prima della scadenza si può chiedere il passaggio alla residenza a tempo indeterminato, dimostrando mezzi di sostentamento leciti.

Quali diritti garantisce?

  • Lavorare in Brasile, come dipendente o autonomo, alle stesse condizioni dei brasiliani.
  • Includere i familiari nella pratica.
  • Accesso ai servizi pubblici.

Con la residenza a tempo indeterminato, il periodo conta anche per la naturalizzazione.

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Base giuridica

  • Decreto n. 6.975/2009.
  • Legge n. 13.445/2017 (Legge sull’Immigrazione).

Domande frequenti

Serve un lavoro per chiedere la residenza Mercosur?

Non per il permesso temporaneo. Per passare a tempo indeterminato occorre dimostrare mezzi di sostentamento.

Dove si presenta la domanda?

In Brasile, presso la Polizia Federale, o al consolato brasiliano all’estero.

Posso portare la mia famiglia?

Sì, i familiari possono essere inclusi.

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