
Aggiornato a ottobre 2026 · Revisione legale: Isadora Rizzi, avvocata (OAB/PR 75.878)
Dal 2022 il Brasile ha un visto specifico per nomadi digitali: professionisti che lavorano da remoto per aziende o clienti all’estero. La regola è nella Risoluzione Normativa CNIg n. 45/2021.
Chi può fare domanda?
L’immigrato che, senza rapporto di lavoro con un’azienda brasiliana, può lavorare da remoto per un datore di lavoro estero o con clienti all’estero.
Qual è il reddito minimo?
Occorre dimostrare una delle opzioni:
- reddito mensile di origine estera di almeno US$ 1.500; oppure
- disponibilità di fondi di almeno US$ 18.000.
Quali documenti servono?
- Passaporto valido.
- Contratto di lavoro o di prestazione di servizi che provi il lavoro da remoto per l’estero.
- Prove di reddito o di fondi.
- Assicurazione sanitaria valida in Brasile.
- Certificato penale.
Visto al consolato o residenza in Brasile?
Chi è fuori dal Brasile chiede il visto temporaneo al consolato. Chi è già nel Paese può chiedere il permesso di soggiorno alla Polizia Federale. In entrambi i casi la durata iniziale è fino a 1 anno, rinnovabile per un periodo uguale.
Devo pagare le tasse in Brasile?
Chi resta in Brasile più di 183 giorni in 12 mesi può diventare residente fiscale. Conviene pianificare l’aspetto fiscale prima del trasferimento.
Scopri il visto per nomadi digitali →
Base giuridica
- Risoluzione Normativa CNIg n. 45/2021.
- Legge n. 13.445/2017.
Domande frequenti
Un freelance può chiedere il visto per nomadi digitali?
Sì, purché dimostri clienti all’estero e il reddito o i fondi minimi.
Posso portare la mia famiglia?
Sì, i familiari possono chiedere visto o residenza per ricongiungimento familiare.
Il nomade digitale può lavorare per un’azienda brasiliana?
Non con questa tipologia. È pensata per il lavoro da remoto per l’estero.